Tre nuovi saggi in libreria

E chi l’ha detto che la saggistica non può andar bene per le letture estive?

I tre libri che vi propongo, molto diversi tra loro e di elevata qualità letteraria,  sapranno allietare le giornate più calde di una vacanza al mare o in montagna, o di una semplice permanenza in città. Sono tutti interessanti e coltissimi, ma allo stesso tempo di piacevole e stimolante lettura. Il destinatario ideale è un lettore appassionato, curioso verso tutte le arti e aperto ad approfondire i problemi dell’io, oltreché della letteratura.

 

fedeFederigo Tozzi in Europa – Influssi culturali e convergenze artistiche

a cura di Riccardo Castellana, Ilaria De Seta

Carocci Editore, 2017

Cosa hanno in comune Joyce, Virginia Woolfe, Musil, Kafka e Roth con Federigo Tozzi?

Questo volume fresco di stampa Federigo Tozzi in Europa (Carocci Editore, 2017), attraverso vari contributi, propone un approfondimento sulla cultura di respiro europeo dello scrittore senese e sulle convergenze oggettive, talora sorprendenti, con i grandi autori modernisti: da Joyce a Virginia Woolf, da Musil a Kafka e a Roth.  Il libro raccoglie saggi di Romano Luperini, Matteo Palumbo, Massimiliano Tortora, Riccardo Castellana, Giuseppe Episcopo, Valeria Taddei, Ilaria de Seta, Valeria Merola, Marco Menicacci e Federico Boccaccini.

Consigliato a chi ama la grande letteratura italiana del Novecento e a chi conosce poco l’opera di Federigo Tozzi, autore forse poco apprezzato.

Riccardo Castellana è stato ricercatore di Letteratura italiana all’Università di Siena dal 2006 al 2016 ed è attualmente professore di seconda fascia di Letteratura italiana contemporanea. Dal 2002 a oggi ha insegnato Letteratura italiana, Filologia italiana, Letteratura italiana contemporanea e Teoria della letteratura. La sua attività di ricerca si rivolge prevalentemente alla letteratura del Novecento (Tozzi, Pirandello, Montale), alla filologia d’autore, alla letteratura comparata e a questioni di teoria e storiografia letteraria (Erich Auerbach, René Girard).

Ilaria de Seta attualmente insegna all’Università di Liegi. Le sue ricerche di Letteratura italiana vertono sulla rappresentazione dello spazio nella narrativa italiana otto-novecentesca, con pubblicazioni su Nievo, De Roberto, Pirandello, Tozzi, Svevo e Tomasi di Lampedusa. Borsista all’Istituto Italiano per gli Studi Storici ha intrapreso una ricerca su Giuseppe Antonio Borgese.

cielo.jpgIl cielo nascosto. Grammatica dell’interiorità 

di Antonio Prete

Bollati Boringhieri, 2016

Il volume indaga sull’interiorità come luogo in cui vengono declinate le forme eterne del sentire e sulla sua grammatica. Nell’accezione di Prete, il cielo nascosto è quello spazio-tempo abissale composto da pensieri, passioni e desideri per il quale è stata contemplata e costruita una lingua: e senza attingere a quel lessico non potremmo riconoscere ciò che ci accade dentro. Un libro a metà tra il saggio e il testo narrativo per la sua profondità e la sua forza suggestiva.

Consigliato a chi ama sondare i misteri dell’animo umano e a coloro che già hanno apprezzato l’opera di Antonio Prete. Non rimarranno delusi.

Antonio Prete, docente presso l’Università degli studi di Siena, è un poeta, critico letterario e traduttore. Alcuni associano il suo nome a quello di Giacomo Leopardi, autore a cui ha dedicato diversi volumi nella sua lunga carriera saggistica, tra cui Il pensiero poetante (1980), Il demone dell’analogia (1986), Finitudine e Infinito (1998) , mentre altri invece a quello di Charles Baudelaire: nel 2003 ha concluso la sua traduzione de I fiori del Male, un lavoro durato vent’anni. All’autore di questa raccolta di poesie, Prete ha dedicato, tra gli altri, I fiori di Baudelaire. L’infinito nelle strade (2007).

 

flaneurFlâneur. L’arte di vagabondare per Parigi

di Federico Castigliano

In vendita in formato cartaceo o Kindle su Amazon.it

Libro dedicato ai segreti della flâneurie, la nobile arte di vagabondare senza una meta.

Dopo il successo della prima edizione inglese, il libro è stato completamente rivisto e riprogettato con un nuovo accattivante design. Questa versione contiene due capitoli inediti ed è corredata da foto e da una mappa psicogeografica di Parigi. La particolarità del libro consiste nell’unire riferimenti storici e letterari  con narrazioni romanzesche e autobiografiche. Il lettore, infatti, vi può trovare informazioni su personaggi, autori e artisti che hanno vagato per le vie di Parigi e l’esperienza di fedele camminatore dello stesso autore, nonché racconti di avventure urbane, affascinanti promenade nelle vie della tentacolare capitale francese.

Consigliato a chi ama la ville lumière e a chi vuole visitare questa città osservandola da un punto di vista diverso da quello a cui siamo abituati, ma anche agli estimatori (e sono tanti) del poeta francese Charles Baudelaire, il padre di tutti i flâneur.

Federico Castigliano attualmente insegna all’Università di Studi Internazionali di Pechino, in Cina. I suoi studi si incentrano sul rapporto tra testo letterario e spazi urbani. È autore di saggi e di racconti sul tema del flâneur e della camminata nella città.  Flâneur è il suo primo libro e sovrappone riflessione teorica ed elementi narrativi.

 

 

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“Venezia come piace a me. Una guida per perdersi” di France Thierard (Elzeviro, 2015)

 

Smarrirsi è l’unico posto in cui valga la pena di andare (Tiziano Scarpa, Venezia è un pesce)

VENEZIA-LIBRO

 

L’universo femminile è un caleidoscopio di figure tutte diverse  tra loro, ricco di colori e sfumature contrastanti. Non esiste una donna uguale a un’altra, così come una donna non è mai la stessa nell’arco di un’unica giornata.

Allo stesso modo non esiste un’unica tipologia di viaggiatrice. Lo sa bene France Thierard, instancabile giramondo e designer di gioielli, che ha creato una collana di guide dedicate alle città d’arte sull’acqua più belle al mondo. Venezia come piace a me è il primo titolo di questa originale collana editoriale tradotta nelle principali lingue, tra cui appunto l’italiano.

Con questo libro, l’autrice francese ci presenta una visione tutta al femminile della città lagunare articolata in quattro punti di vista diversi che corrispondono a quattro profili:

 

  • LA SOGNATRICE
  • L’ELEGANTE
  • L’AVVENTUROSA
  • L’ERUDITA

 

Ognuna di queste tipologie propone ma soprattutto suggerisce spunti e percorsi che riflettono i desideri e le caratteristiche del profilo.

La sognatrice è la più fantasiosa e poetica; seguendo le sue indicazioni è possibile scoprire gli scorci più suggestivi della città ed entrare in contatto con la sua intima essenza.

La sognatrice vive l’istante , filosofeggia con un gabbiano e respira Venezia impregnandosi ora del suo chiasso, ora del suo silenzio.

L’elegante ci accompagna  nelle più prestigiose botteghe artigianali, alle “grandes soirées” del Teatro della Fenice e ci fa vivere tutta la magia del Carnevale veneziano. Senza dimenticare la Biennale e la mostra del Cinema.

L’elegante rientra la sera in motoscafo, nella grazia e disinvoltura del vero lusso.

L’avventurosa è alla ricerca continua degli angoli più nascosti della città alla scoperta di giardini segreti o palazzi abitati da fantasmi.

L’avventurosa, nelle sere di blu notte, erra nel dedalo delle calli e dei canali per immergersi nel mistero di Venezia.

L’erudita soddisfa i desideri del sapere  invitando a visitare un museo o una mostra temporanea, le biblioteche dei monasteri o gli archivi delle fondazioni più prestigiose.

L’erudita sempre alla ricerca di rare bellezze, scova l’eccezione tra i tesori artistici di Venezia.

La lettrice sognatrice può scegliere il profilo in cui si riconosce maggiormente e costruirsi in  base a questo il proprio percorso o addirittura sentirsi ora sognatrice ora elegante, ma anche avventurosa ed erudita a seconda del momento e sperimentare tutti e quattro i punti di vista. Ad aiutarla nella sua scelta, oltre al sommario generale, i sommari specifici per ogni categoria.

Venezia come piace a me è molto di più di una semplice guida (tanti siti e letture consigliate e in fondo al libro anche una vera e propria miniera di indirizzi utilissimi), è uno sguardo poetico, un libro di viaggio, leggermente sensuale, dove si parla di luoghi dell’anima, fonti di grandissima ispirazione.

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La sognatrice

A corredo del libro, i bellissimi acquerelli di Aurore de la Morinerie con i tratti eleganti e onirici delle sue silhouette.

Io ho scelto di essere come la sognatrice. E voi?

 

France Thierard ha studiato all’École du Louvre; successivamente ha conseguito un master in Gestione dei Beni Culturali. Gemmologa, vive tra Venezia e Parigi creando originali collezioni di gioielli che si ispirano spesso alla città lagunare

 

 

L’Avana, amore mio – Taccuino avanero e storie cubane di Gordiano Lupi (Edizioni Il Foglio, 2016)

AVANA

Ripensare l’Avana da lontano e lasciarsi catturare dalla nostalgia. Impossibile liberarsi dalla nostalgia. Impossibile liberarsi di ciò che si è amato.

Gli “incontri letterari” migliori  a volte sono quelli fortuiti, avvenuti magari nei mercatini di libri, quando meno te lo aspetti. E così è stato per L’Avana, amore mio. Prima la copertina, insolita, poi il titolo mi hanno immediatamente catturato. Un titolo che però all’inizio non riuscivo a mettere a fuoco. Dopo un primo momento di smarrimento, così ho pensato: Ma sì, certo, Alejo Carpentier: è lui lo scrittore. Leggendo meglio, ho visto il sottotitolo Taccuino avanero e altre storie. E il nome di un altro autore, decisamente meno esotico. Gordiano Lupi. Non si trattava, infatti, della celebre raccolta di scritti vari di colui che è considerato uno dei più grandi scrittori cubani del Novecento “che torna a casa dopo undici anni di esilio e ama tutto della sua città, persino lasciarsi cullare sotto il sole feroce del mezzogiorno, quando i tacchi affondano nell’asfalto reso molle dal caldo”.

Carpentier non è l’autore di questo libro, ma c’è, è presente con suggestioni, frasi e sensazioni estrapolate dalla sua opera. E non è solo. Insieme a lui, molti altri scrittori che hanno raccontato mirabilmente lo splendore e la decadenza di questa isola. Da Cabrera Infante a Zoé Valdés, Pedro Juan Gutiérrez, Ivonne Lamazares, Virgilio Piñera.

L’Avana di Lupi è una passeggiata letteraria dentro luoghi fisici, reali della città meno turistica e più vera, attraverso le opere di questi scrittori molto diversi tra loro, alcuni dei quali però con un minimo comune denominatore: l’esperienza struggente del distacco forzato dalla propria patria. Distacco che riesce a edulcorare qualsiasi immagine, anche quella meno piacevole.

Quando si vive lontano dalla propria terra, tutto fa nostalgia… rammenti lo scadente gelato di Coppelia, antico negozio nella Rampa che produce soltanto due gusti, così dolci nel ricordo che vorresti mangiare per tutta la vita fragola e cioccolata… ma diventa ricordo nostalgico pure la decadenza e la miseria…

La nostalgia è il fil rouge che lega tutte le pagine di questo appassionato e appassionante taccuino scritto da un autore che nella seconda parte della dedica scrive: “A tutti gli scrittori cubani esiliati, che prima o poi dovranno tornare, magari insieme a me, che come loro mi sono macchiato della colpa di aver espresso una libera opinione”.

In particolare Gordiano Lupi si identifica con Cabrera Infante, lo scrittore che resta deluso dal regime e non se la sente di abbracciare un’idea che non condivide. Per questo finirà la sua vita tra le nebbie di Londra,  prima di poter rivedere la sua amata terra.

L’Avana nel ricordo di un esiliato, di uno scrittore che vive lontano e sa che non può rivederla torna prepotente alla memoria con i suoi negozi cubani, i magazzini spagnoli, gli store americanizzanti e le boutique francesi. Si sente nostalgia di tutto, persino dell’odore del cinema Esmeralda o del Teatro America, puzza di cinema economico, di sudore, liquori imbottigliati ma stappati, aria condizionata rancida e filtro stagnante di sigarette.

Non potrei mai andarmene di qui, perché la mia vita è qui, all’Avana, afferma Cabrera Infante. Non sa che il destino ha già deciso e che lui dovrà dire addio alla sua terra per non rivederla mai più. Morire in esilio è una sofferenza troppo grande per un poeta capace di cantare con dolcezza ogni angolo della sua terra.

L’autore del libro accompagna per mano il lettore in questa promenade avanera, dai toni molto poetici, svelando tutte le diverse anime di una città piena di contraddizioni, segnata dalle mille angustie economiche e dalla decadenza, ma anche dalla forte sensualità e bellezza. Città che lui stesso conosce non solo attraverso le pagine della più importante letteratura cubana, bensì per esperienza diretta dei luoghi raccontati. L’Avana, l’amata Avana che gli è profondamente rimasta nel cuore, nonostante la distanza.

L’Avana è una città che ha un odore penetrante. Non facile rendersene conto. Servono anni e anni di lontananza, poi magari un giorno torni sui tuoi passi, getti il volto nel mare, affacciato sul Malecón. Non ci avevi mai pensato, ma è proprio l’odore quello che distingue L’Avana da tute le altre città del mondo. Non sono i colori vivaci e e penetranti, non è la luce che riflette un sole cocente a ogni ora del giorno, non sono le colonne e le buche sul selciato per strade nascoste agli occhi dei turisti. L’odore dell’Avana mantiene un ricordo indelebile nel tempo. E’ l’odore povero di una città disperata, miscuglio di catrame e petrolio, profumo di mare e vento caldo che ti accoglie fin dal primo istante.

avana amore mio

Nella seconda parte del libro, il taccuino di viaggio lascia lo spazio a una selezione di storie cubane sempre dai toni molto poetici in cui si incrociano i destini di personaggi dai sentimenti contrastanti: coloro che credono ancora nell’ideologia rivoluzionaria e coloro che invece disillusi, hanno visto infranti i loro sogni giovanili di una utopia impossibile da realizzare.

Due belle appendici fotografiche, una a cura di Orlando Luis Pardo Lazo e l’altra di Stefano Pacini arricchiscono il libro con preziosi scatti della vita quotidiana degli avaneri.

La copertina è di Riccardo Marchionni

Gordiano Lupi

Ha tradotto molti autori cubani, scritto di musica e cinema, santeria, cultura araibica, oltre a romanzi e racconti di ambientazione cubana. E’editore delle Edizioni Il Foglio. Tra le numerose traduzioni, La ninfa incostante di Guillermo Cabrera Infante. Si è occupato anche della sua città, Piombino dedicandogli Lettere da lontano, Piombino tra storia e leggenda, Cattive storie di provincia, Piombino leggendaria, Piombino a tavola, Alla ricerca della Piombino perduta, Calcio e acciaio -Dimenticare Piombino. Un libro sull’Avana, scritto stile Alejo Carpentier, era quel che mancava. In futuro pensa di ripubblicare aggiornato Almeno il pane Fidel, il suo libro più letto a tematica cubana.

http://www.info.it/lupi; http://gordianol.blogspot.it/

 

 

Viaggi e altri viaggi di Antonio Tabucchi (Feltrinelli, 2010)

Antonio Tabucchi (1943-2012) è un autore che ha scritto e viaggiato molto. E amato molto la terra di Fernando Pessoa di cui ha tradotto l’opera e curato l’edizione italiana. Ma, per sua stessa ammissione, non ha mai compiuto l’esperienza del partire per trasformarla poi in letteratura di viaggio.

Sono un viaggiatore che non ha mai fatto viaggi per scriverne, cosa che mi è sempre parsa stolta. Sarebbe come se uno volesse innamorarsi per poter scrivere un libro sull’amore

In Viaggi e altri viaggi, una delle sue ultime pubblicazioni succede esattamente il contrario: il libro, infatti, chiama all’appello i luoghi visitati e rivisitati, riflette su di essi e li consiglia, specie quelli meno conosciuti, senza essere una guida. E tra i tanti luoghi, c’è “il luogo”, l’altra patria di Tabucchi, che lui invoca come un carissimo amico Oh, Il Portogallo!

Per prima cosa, Tabucchi viaggia sui libri e con i libri. Racconta nelle prime pagine che la fascinazione per la letteratura avvenne negli anni dell’adolescenza tramite la lettura della più avvincente storia di viaggio, di mare e di pirati che è l’Isola del tesoro di Stevenson, ma anche grazie all’Atlante De Agostini. Dunque, una commistione di fantasia e principio reale che ritroveremo anche nell’età adulta dello scrittore.

Ben presto il giovane Tabucchi scoprì che l’atlante dava una visione molto riduttiva del mondo (“non è vero che il mondo è piccolo e che tutto il mondo è paese”) che, in realtà, era complesso e, nella sua complessità, affascinante. Ed ecco che lo si vede nella città degli Uffizi (“Quand’ero bambino avevo uno zio che mi portava a Firenze”), a Pisa (la città che fu cara al Leopardi), a Genova e Parigi, alla scoperta di angoli della città che non trovano spazio sulle guide turistiche, in Spagna, Portogallo, Grecia e ancora in India, America e Australia.

In tutti i luoghi del mondo raccontati non mancano mai incontri con l’immaginario e la letteratura. Basti pensare alle pagine dedicate alla misteriosa India (Parte  III) di cui aveva già narrato in Notturno indiano. E ancora l’India di Pierre Loti, di Moravia e Pasolini…

Nel capitolo Tante idee dell’India, a proposito dei viaggi letterari afferma:

Era il cinema che non c’era ancora. Il Novecento letterario europeo si affaccia così sull’India: sulla scia di un esotismo che significa evasione, voglia di estasi e di viaggi onirici

Viaggi e altri viaggi non è solo una raccolta di pensieri, racconti e impressioni che si rifanno ad esperienze reali, ma è anche un libro di vagabondaggi letterari. La sesta sezione del libro non a caso s’intitola Per interposta persona, dedicata ai viaggi compiuti “per procura” grazie alla penna e allo sguardo degli scrittori da lui più amati:  Pessoa, Sophia de Mello Breyner, Paul Valéry, Borges. Ma ci sono anche le città del desiderio, “reali ma remote, spesso irraggiungibili oppure segnate dalla nostalgia di un impossibile ritorno, sono chiuse in una sorta di incantesimo che le trasfigura fino a renderle fantastiche”.

Nelle ultime pagine del libro, il lettore s’imbatterà in un planisfero con numerose mete segnate in tutti i continenti e un elenco altrettanto nutrito di riferimenti letterari intitolato I libri di questo libro.

In entrambi i casi, nei viaggi  effettivi e in quelli evocati dalla letteratura, Tabucchi ci invita a partire, restare, tornare perché si tratta sempre di un viaggio interiore alla ricerca di noi stessi.

Un luogo non è mai solo “quel luogo”: quel luogo siamo un po’ anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati.

Dalla lettura di queste pagine che scivolano via piacevolmente, anche leggendo i capitoli in ordine sparso, se ne esce sicuramente con la voglia di partire. Personalmente per Creta, una meta già visitata da giovanissima che mi piacerebbe rivedere con la consapevolezza e il bagaglio di letture dell’età adulta. Conosciuta da tutti come terra di mare, in realtà – come ci dice Tabucchi – “… Creta è un’immensa montagna, anzi un insieme di montagne di ogni ordine e grado: picchi impervi, gole dantesche, altopiani maestosi, dolci colli ricoperti di immensi uliveti”.

Che cos’è “Saggiando”

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Saggiando è un rubrica letteraria spuria, estremamente composita, ma allo stesso modo compatta. Raccoglie tutti quei libri che non possono essere classificati come veri e propri saggi, ma che non sono neppure ascrivibili al genere del racconto o del romanzo. Si tratta perlopiù di taccuini o cahier di appunti, annotazioni e impressioni varie che nascono da esperienze reali.

Ad  aprire questo “scaffale” particolare, Viaggi e altri viaggi di Antonio Tabucchi (Feltrinelli, 2010).