“Lo dice il mare”, a cura di Barbara Panetta (Edizioni Il Foglio 2017)

lo dice il mare

 

Il mare è una distesa blu leggermente increspata dal vento di ponente. Le barche ondeggiano al ritmo di una musica misteriosa che risale direttamente dal flusso delle maree e si lascia lambire dalla risacca. Sembra di sentirla quella musica, anche se nessuno la sta suonando, anche se quella melodia nessuno l’ha mai ascoltata a Sausalito. (tratto da “La leggenda dell’uomo seduto sul molo” di Francesco Villari)

Quante sono le voci del mare? Tante, tantissime, infinite. Mare come grembo materno che genera vita; mare come distesa azzurra che consola e divide allo stesso tempo; mare amico e amante che si pone in ascolto. Ma anche “mare del silenzio”, “un posto che non avvisa quando ti afferra né ti permette di scappare”.

Queste e molte altre voci riecheggiano nella raccolta di racconti  Lo dice il mare a cura di Barbara Panetta per Edizioni Il Foglio. Ancora una volta un’antologia dedicata alla distesa azzurra; questa volta però a raccontare il mare non sono i grandi classici della letteratura italiana o straniera, ma venticinque perlopiù giovani autori provenienti da esperienze molto diverse tra loro come cinema, grafica, teatro e poesia, con una passione in comune, appunto il mare. Il risultato è un prodotto policromo fatto di stili e generi letterari più disparati. Si va dal romantico al fantastico passando attraverso l’horror.

Il mare sempre uguale eppure sempre così diverso.

… la cosa tremenda che ha (il mare) è che un’onda arriva una volta, e non torna più. Non ce ne sarà mai una uguale. A pensarci, ti toglie il fiato, no? (tratto da “Alla deriva” di Sasha Naspini)

Accanto ai luoghi immaginari torbidi e cupi, esiste una geografia precisa di questo mare; è il mare del sud, come quello d’Ischia, ma soprattutto della Sardegna, luogo dal quale ci si allontana per poi ritornare, come nel racconto di Marina Atzori “Messaggio in bottiglia”:

Mi improvvisai marinaio salendo sulla mia piccola barca per ritrovare il bene più prezioso che avevo: me stesso.

Approdai così su un’isola, l’Asinara. Ero sempre stato persuaso dal fatto che questo sarebbe stato il luogo adatto per iniziare a pormi delle domande. Per quale assurda ragione, fino a quel momento, ero rimasto così a lungo lontano dalla mia terra d’origine? Eppure non volli mai tornarci. Cambiai idea solo il giorno in cui mio padre scomparve. Doveva pur esserci un inizio da qualche parte, lontano da tutto e da tutti dopo quel pugno nello stomaco.

 

Ogni racconto è corredato da una fotografia in bianco e nero realizzata da due bravi e attenti artisti, Diego Bullita e Francesco Turano.

Il libro è un omaggio a uno dei temi della narrazione più cari agli scrittori e ai poeti di ogni tempo e di ogni luogo, un’antologia moderna costruita come una traversata nel mare dell’animo umano, costellata di sofferenze, ricordi, gioie e tormenti.

 

Gli autori presenti nell’antologia: Luca Martini, Maria Silvia Avanzato, Piergiorgio Pulixi, Luca Raimondi, Barbara Panetta, René Corona, Tiziana Iaccarino, Alessandro Berselli, Sacha Naspini, Elisa Genghini, Gianluca Morozzi, Elisabetta Bagli, Gordiano Lupi, Fabio Mundadori, Francesca Viola Mazzoni, Mara Munerati, Francesco Villari, Patrizia Sorcinelli, Filippo Sorgonà, Fabrizio Carollo, Andrea Guglielmino, Massimo Padua, Andrea Broggi, Tommaso Franco.

 

Barbara Panetta, di origini calabresi, vive a Londra con la sua famiglia. I suoi studi linguistici, la passione per il ballo e la psicoanalisi l’hanno portata a scrivere il suo primo romanzo “Ricordi in movimento”. Ha partecipato a diverse antologie e si è occupata della traduzione di scritti critici specialistici collaborando con i musicisti Quagliarini e Viale.

 

 

 

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3 pensieri su ““Lo dice il mare”, a cura di Barbara Panetta (Edizioni Il Foglio 2017)

    • Grazie a te che segui sempre il blog.
      Anch’io trovo molto interessanti le raccolte di racconti; adoro la scrittura breve, lo spazio letterario che si consuma tutto in poche pagine. È proprio qui che il bravo scrittore mostra, meglio che altrove, le proprie capacità nella ricerca della parola esatta e nella sintesi.

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      • ciao, scusa se ti leggo solo ora. Anche io cerco di avere una scritura breve; sopratutto quando scrivo testi un po’ crudi (come in questo caso), dove ogni punto (.) serve a dare più suspence, e a creare tensione nel lettore.
        Ti auguro una felice serata 🙂

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