“D’amore e d’acqua. Viaggi, avventure, passioni dei giovani Georges Simenon e Tigy Simenon” di Maria Gisella Catuogno (Edizioni Il Foglio, 2017)

simenon

 

La cura per ogni cosa è l’acqua salata: sudore, lacrime o il mare.

(Karen Blixen)

E’ sicuramente il libro dell’estate perché dalle sue pagine sembra proprio sprigionarsi il profumo di salsedine, vento e rosmarino in fiore delle numerose isole di cui si parla. Non manca neppure l’ingrediente amoroso imprescindibile in ogni storia dai toni lievi e piacevoli. Eppure dietro al romanzo D’amore e d’acqua di Maria Gisella Catuogno c’è una ricostruzione storica molto ben documentata che porta alla ribalta notizie, luoghi e personaggi spesso molto famosi. A partire dai protagonisti, il celebre Georges Simenon, uno degli scrittori più letti, amati e tradotti in tutto il mondo, e sua moglie, la pittrice Régine detta Tigy Renchon.

L’ultimo libro di Maria Gisella Catuogno, a metà tra realtà e finzione, rilegge i viaggi acquatici (acqua dolce e salata) e le avventure erotico-sentimentali di colui che è conosciuto principalmente come l’ideatore del commissario Maigret.

Lo scrittore era sopraffatto spesso da un desiderio irrefrenabile di essere altrove, di muoversi e viaggiare continuamente. Così quando si trovava a Parigi bramava ardentemente le isole per poi una volta là sognare di tornare a casa. In particolare, la vita sull’acqua per Simenon rappresentava un’ottima via di fuga dall’insofferenza, dalla noia e dalla mancanza di ispirazione letteraria.

La vita sull’acqua lo tranquillizza, lo mette in armonia con il ritmo della natura: il fiume, col suo scorrere lento o impetuoso, col suo nascere zampillo per poi arricchirsi d’affluenti e mirare alla foce, mescolandosi al mare e in esso trovando pace, diventa per lui metafora dell’avventura esistenziale di ogni creatura umana, dalla nascita alla morte. 

 

Irrefrenabile era anche la sua voglia di scrivere, scrivere sempre. E di amare, tanto che pur essendo molto legato a sua moglie sentiva il bisogno di “conoscere” tutte le belle donne che incontrava. Soprattutto, la giovane cameriera Boule con la quale aveva una assidua frequentazione.

L’autrice con grande abilità narrativa riesce a riprodurre ogni sfumatura dell’anima irrequieta dello scrittore, così come il disagio e la sofferenza provati in silenzio dalla moglie Tigy, che pur di non perdere il marito è rassegnata a far finta di non conoscere i suoi continui tradimenti. Di fronte alla eccessiva esuberanza sentimentale dello scrittore, ampiamente documentata, Maria Gisella Catuogno utilizza la chiave dell‘ironia in modo tale che il protagonista finisce per essere quasi “perdonato” dal lettore.

Dopo alcuni soggiorni rigeneranti in alcune isole, tra cui Porquerolles in Costa azzurra, Georges, Tigy e Boule decidono di attraversare da nord a sud i canali e i fiumi di Francia con una piccola imbarcazione, la mitica Ginette. Durante i sei  mesi di navigazione, Simenon ritrova una dimensione più autentica a contatto con la natura e non perde occasione per osservare persone, luoghi, particolari e trovare così spunti interessanti per i suoi romanzi.

Ha visto donne chine sui massi della riva a lavare il bucato, bambini a giocare sulle sponde o a bagnarsi allegramente nelle assolate giornate estive: tutti hanno lasciato in lui una scheggia di memoria, che accantona per farne tesoro al momento giusto, scrivendo.

A volte anche una silhouette appena intravista diventa pretesto d’un romanzo, non lo abbandona finché non vi ha costruito attorno una storia.

Poi, come sempre succede, il ritorno alla città tentacolare e cosmopolita, Parigi, con la solita vita fatta di eccessi, feste e trasgressioni. Ben presto, però, decideranno di tornare a vivere en plein air “ma lo faranno alla grande”. Questa volta navigando verso il Mare del Nord con un’imbarcazione molto più comoda e grande, l’Ostrogoth. 

Al mercato di Liegi, Simenon è attratto dal campionario umano che lo ispira per le sue creazioni. In particolare, la sua creazione per eccellenza. Il celeberrimo commissario Maigret.

La gente interessante che Georges vede la imprime nel suo cervello come una lastra fotografica, poi mnemonicamente la incasella nel fascicolo giusto e la tirerà fuori al momento opportuno.

Per esempio, un signore distinto, corpulento, con un cappotto col colletto di velluto, che si muove tra i banchi con fare sornione, ma attento e puntuale nell’esame delle merci, gustandosi il tabacco dolciastro di una pipa che, oltre se stesso, costringe anche chi gli sta intorno a deliziarsene, potrebbe essere un poliziotto in borghese, magari un commissario cui è stata affidata un’indagine delicata alla ricerca delle prove che inchiodino l’assassino.

… sono così preso dal lavoro perché ho creato un nuovo personaggio, che m’intriga parecchio e da cui non riesco più a staccarmi col pensiero.

Chi è? Di chi si tratta?

E’ un commissario di polizia… fisicamente lo descrivo come un tizio che ho visto al mercato di Liegi, un tipo calmo e razionale che guardava le merci sui banchi con estrema attenzione ma senza lasciarsene coinvolgere, con metodo investigativo insomma… mi è sembrato perfetto per trasformarlo in un uomo di legge.

 

Il viaggio acquatico più significativo è rappresentato dalla crociera di cinque mesi sul Mediterraneo a bordo della goletta a vela, l’Araldo con equipaggio dell’Isola dell’Elba. In quest’occasione, lo scrittore tiene un diario di bordo pubblicato nel 1999 da Le Castor Astral con il titolo La Méditerranée en goélette. Le tappe del periplo sono Malta, Tunisi, Sicilia e Sardegna, ma soprattutto l’Elba, l'”isola a forma di pesce” e terra natale dell’autrice di questo libro.

 

portoferraio

Immagine tratta dalla pagina Facebook del libro

 

Ben presto, in lontananza, comincia a assumere le forme consuete, la terra d’origine dell’equipaggio, l”Elba: dall’acqua emergono i colli conosciuti, seppure ancora sfocati dalla lontananza, le riviere ridenti, i borghi che sembrano presepi; e man mano che ci si avvicina , le due note dominanti di colore, il blu scuro del mare ancora sostenuto dal ponente teso e terso, e il verde della macchia mediterranea, che, in certi punti, s’inchina quasi a sfiorare il litorale. Il sole è alto, superbo, la luce accecante.

Sull’isola Simenon si lascia andare a considerazioni morali e filosofiche sulla popolazione elbana che affronta la crisi economica degli anni ’30 con grande dignità e saggezza.

Eppure la loro non è miseria, è povertà sopportata a testa alta e addolcita dalla solidarietà tra parenti e amici. Rifiutano qualsiasi offerta. Lui è commosso e turbato da quell’atteggiamento: capisce di aver sbagliato a insistere e se ne vergogna.

Da segnalare anche il pittoresco episodio, immaginato dall’autrice nel porto del Cavo d’Elba,  che vede Simenon   impegnato in una cena en plein air a bordo dell’Araldo, a base di cacciucco, in compagnia di Filippo Tommaso Marinetti, padre del futurismo e sua moglie Benny.

In quest’ultima parte del libro, un ruolo speciale hanno le isole del Mediterraneo, dopo l’Elba, la Sicilia con i suoi miti omerici, poi Malta “centro di scambio e rifugio di moltissime popolazioni” e la Sardegna, in particolare l’isoletta di San Pietro.

Bel libro di viaggi a cui non manca proprio nulla perché accattivante, ma ricco anche di riflessioni storiche e filosofiche, con una scrittura scorrevole e agile. Per il lettore risulta molto facile appassionarsi alle vicende e alle peregrinazioni dei coniugi Simenon in giro per il mondo. E’ un romanzo che coinvolge molto anche dal punto di vista emotivo, tanto che una volta finito non vediamo l’ora di ricominciare a leggerlo.

 

Maria Gisella Catuogno è nata all’Isola d’Elba dove vive e insegna Italiano e Storia. I suoi primi lavori sono stati la raccolta di poesie Parole per amore (Libroitaliano) e Il mio Cavo tra immagini e memoria (Nidiaci), dedicato al suo paese natale. Successivamente sono usciti Mare, more e colibrì (Liberodiscrivere), e Brezza di mare (Ibiskos-Ulivieri). La raccolta di racconti Riviere e di poesie Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni sono stati editi da Onirica. Ha partecipato a esperienze di scrittura collettiva con Il volo dello struffello (Liberodiscrivere), Malta femmina (Zona) e In territorio nemico (Minimum Fax). Nel dicembre 2016 è stato edito per Il Foglio Letterario il romanzo storico Passioni ispirato all’eroina risorgimentale Cristina Trivulzio di Belgioioso. E’ presente nei blog letterari Liberodiscrivere e Viadellebelledonne e collabora a riviste e testate giornalistiche locali.

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Un pensiero su ““D’amore e d’acqua. Viaggi, avventure, passioni dei giovani Georges Simenon e Tigy Simenon” di Maria Gisella Catuogno (Edizioni Il Foglio, 2017)

  1. Grazie alla donnacheleggevatroppo di questa ampia e articolata recensione. Sì, la celebre coppia mi ha molto attratto per il suo universo letterario (Georges) e artistico (Tigy), ma soprattutto per le peregrinazioni sull’acqua che le servono a conoscersi meglio, a “rodarsi”, a mettersi alla prova, a restringere gli spazi d’azione per concentrarsi e lavorare con maggiore assiduità, a scoprire l’ambiente circostante in maniera originale. Il mio rapporto con G.Simenon è di vecchia data, dato che già una decina d’anni fa scoprii che era stato nella mia isola e aveva riflettuto sulla civiltà mediterranea; più recente è invece la lettura del diario di Tigy… il mio lavoro nasce dalla fusione tra queste due “campane”, che a volte suonano armoniosamente insieme, altre volte sono in dissonanza tra di loro.
    Dunque, ancora un ringraziamento per l’attenzione al romanzo e complimenti per questo splendido blog. Maria Gisella Catuogno

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