“Quando passava” di Giorgio Caproni

donna che cammina sul mare

 

Quando passava

Livorno, quando lei passava,
d’aria e di barche odorava.
Che voglia di lavorare
nasceva, al suo ancheggiare!

Sull’uscio dello Sbolci,
un giovane dagli occhi rossi
restava col bicchiere
in mano, smesso di bere.

(da Il seme del piangere)

Ancora una volta ci troviamo di fronte al tema poetico apparentemente molto semplice, ma di grande suggestione della donna che passa (è la passante baudelairiana in versione moderna e più prosaica)  e nel muoversi produce una sorta d’incanto in chi la guarda. In questo caso specifico, tra la figura femminile e l’io poetico esiste un intermediario, un giovane avventore di osteria, il quale nonostante i fumi dell’alcool resta meravigliato alla vista dell’ancheggiare della donna che gli è passata davanti. Si tratta della madre del poeta e per questo, molto probabilmente, il poeta ha utilizzato la tecnica dell’allontanamento del narratore per evitare di dare adito ad ambiguità.

In questo testo come nella maggioranza dei brani letterari incentrati sul motivo della donna che cammina, o meglio passa, non vi è la descrizione della bellezza esteriore femminile e malgrado ciò il lettore ha la chiara sensazione di assistere alla manifestazione dell’idea della bellezza. L’apparizione femminile di Caproni è però meno fugace di altre (vi ricordate la femme qui passe di Dino Campanasolenne ed assorto il ritmo del passo/scandeva il suo sogno/solenne ritmico assorto/passò e soprattutto quella di Charles Baudelaire? Une femme passa): il verbo passare, che denota una maggiore rapidità del movimento rispetto al più neutro camminare,  è utilizzato dal nostro poeta all’imperfetto, tempo che indica appunto un’azione non finita. Quando lei passava prolunga la durata del movimento in atto.

Oltre al movimento, l’altro motivo che caratterizza questo tipo di componimenti è lo sguardo: abbiamo parlato dello sguardo del ragazzo al posto di quello del poeta. Ma c’è da sottolineare anche che la donna di Caproni non guarda mentre cammina.

E poi c’è l’ambientazione: il riferimento spaziale è molto netto e preciso; si tratta della Livorno mercantile, “fine e popolare”, elegante nella sua semplicità. Come la stessa figura femminile che è, per citare altri versi del poeta, una donna di marine/donna che apre riviere.

“Di fiato, d’amore e vento” di Pasquale Capraro (Cinquemarzo, 2016)

“E’ il caso a indurci a fare determinate scelte o siamo noi che ci limitiamo  semplicemente a seguire ciò che il destino ha già tracciato per ciascuno?”

Il libro “Di fiato, d’amore e vento” di Pasquale Capraro  è caratteristico della narrativa del terzo millennio perché si sottrae a un genere letterario preciso. Tanti sono, infatti, gli “ingredienti” inclusi in questa “pietanza letteraria” che si propone di soddisfare varie tipologie di lettore.  La storia inizia quasi lentamente con un giallo ambientato nel mondo della  comunicazione e del giornalismo per poi intrecciarsi con il genere sentimentale.  A un certo punto, quando il lettore meno se lo aspetta, la svolta decisiva: a predominare saranno le tinte quasi cupe del thriller archeologico-esoterico con una conclusione che tarda a delinearsi, senza però far perdere  il piacere di leggere.

Il quarantenne Ferruccio Gianola, blogger e socio di una emittente televisiva, indaga sulla morte improvvisa e misteriosa di un celebre scrittore di fama internazionale, da lui intervistato poco prima di morire.

La notizia della scomparsa di Francisco Madeira lasciò tutti a bocca aperta. Nessuno se lo aspettava. Si sapeva che l’artista soffriva di asma bronchiale, che accusava oppressioni toraciche seguite da ricorrenti difficoltà respiratorie, ma da questo ad arrivare a pensare che prima o poi ne sarebbe deceduto, era impensabile.

Voci editoriali mormoravano che lo scrittore stesse ultimando la sua opera più sofferta. Non si era saputo con certezza se l’avesse poi effettivamente conclusa.

Ad aiutarlo in questa ricerca della verità, Alessandra, una giornalista coetanea con la quale Ferruccio in passato ha già collaborato e che è ignara di essere l’elemento principale della vicenda. Tra i due sembra nascere qualcosa che va oltre l’amicizia,  ma dovranno ben presto vedersela con le asperità e le fragilità dei caratteri nonché con la paura di lasciarsi andare al sentimento.

“A volte, osservandoti, mi chiedo se dentro di te esiste un’anima”.

“Che razza di osservazione. Certo che esiste”.

“E dov’è? A me sembri dura, severa, distaccata…”

“Ti sbagli sono viva e vegeta. E non sono così come descrivi. Ho anche una scatoletta qui, che fa rumore”, disse portandosi la mano sul petto.

Rivedendo il filmato del funerale dello scrittore Madeira, Ferruccio nota la presenza di un distintivo sulla giacca del figlio del defunto, proprio identico a quello portato dallo scrittore il giorno dell’intervista. Presto si accorgerà che i distintivi non sono identici ma simili. Da qui sarà svelata l’esistenza di ben due società segrete che coltivano un vecchio culto egizio risalente alla XVIII dinastia dei faraoni.

Sobbalzò dalla sedia in preda a un brivido. Quel simbolo ricordava di averlo già visto altrove e sarebbe bastata una ricerca su internet per risolvere quel dubbio.

Infatti, poco dopo, lo vide raffigurato nella pagina di un portale che trattava di simboli e misteri.

“Un sole e una luna insieme, l’intima unione tra l’energia solare con quella lunare” c’era scritto.

Un legame, questo, che può avvenire solo attraverso un cammino comune a tutti i livelli, sia quelli umani che quelli celesti, come secoli fa era avvenuto tra il faraone Akhenaton e la regina Nefertiti.

L’ingrediente principale del romanzo è indiscutibilmente il mistero:  non solo il mistero della scomparsa dello scrittore, ma anche il mistero dell’amore, degli abissi insondabili dell’animo umano con le sue debolezze, i suoi dubbi e i suoi tormenti. I lettori possono provare empatia con i protagonisti, entrambi alle prese con la dura lotta quotidiana per affrontare le difficili dinamiche di una relazione amorosa. I personaggi principali sono, dunque, ben delineati perché lasciano trasparire psicologia e sentimenti. Se Ferruccio è scontroso e indeciso sul senso della propria vita, Alessandra è alla disperata ricerca dell’amore con la A maiuscola. Anche l’origine letteraria dei due protagonisti è diversa: il blogger Ferruccio Gianola esiste realmente, mentre la figura femminile è frutto dell’immaginazione dell’autore.

Dall’affresco che l’autore dipinge descrivendo le difficoltà delle relazioni,  ne esce fuori anche un efficace ritratto della solitudine nella società contemporanea, dove le tecnologie tendono sempre più a sostituire i rapporti umani.

Pasquale Capraro ha firmato un romanzo dalle mille sfaccettature che terrà piacevolmente sospeso il lettore tra un passato inquietante e un presente che ha dell’inverosimile.

I guardiani dell’isola perduta di Stefano Santarsiere (Newton Compton Editori, 2017)

i guardiani.jpg

 

Una scossa improvvisa giunge nella vita di Charles Fort, giornalista appassionato di misteri. Il suo amico Luca Bonanni è morto in un incidente stradale e proprio lui viene convocato dalle autorità per riconoscerne il corpo. Ma le sorprese che lo attendono non sono poche: la compagna di Bonanni, Selena, sospetta un’altra causa di morte e lo contatta per chiedergli aiuto. Ha con sé una valigia lasciata dall’uomo piena di oggetti provenienti da relitti inabissatisi nel Pacifico e che nessuno, in teoria, potrebbe aver recuperato. Le domande sono tante: cosa lega il contenuto della valigia alle ultime ricerche di Bonanni? Da cosa dipendevano i suoi timori negli ultimi giorni prima dell’incidente? E soprattutto, chi o cosa sono gli hermanos del mar che cercava lungo le coste messicane e poi nell’arcipelago delle Fiji? Per risolvere i tanti misteri, Charles Fort e Selena si spingeranno dall’altra parte del mondo, trovandosi alle soglie di una scoperta scioccante che unisce le ipotesi sull’esistenza di misteriose creature degli oceani agli affari di una spietata multinazionale…

Stefano Santarsiere – nota biografica

Stefano Santarsiere, nato il 21 luglio 1974, vive e lavora a Bologna.

Ha sostenuto il suo ‘apprendistato’ sui classici della letteratura, soprattutto i romanzi francesi e russi, e sulle grandi opere del fantastico e del gotico. Ha altresì sfiorato diversi mondi letterari, come la letteratura nordamericana o il realismo magico, senza trascurare i capisaldi italiani e meridionali.

Dopo vari tentativi, e numerosi racconti scritti e diffusi attraverso internet, pubblica il suo primo romanzo nel 2005. Il titolo èL’arte di Khem (Edizioni Pendragon – Bologna). Una storia di adolescenti, alchimia e mistero ambientata nel bollente sud Italia.

Dal 2006 ha un sito web che offre una vetrina per la sua personalità di scrittore, e un blog dove pubblica opinioni, recensioni, ecc., oltre a un romanzo a episodi denominato Storie dal Club‘, incentrato sulle avventure di un gruppo di scavezzacollo in un paese lucano.

Nel 2007 esce l’antologia Tutto il Nero dell’Italia – edita da Noubs edizioni (Chieti) in cui rappresenta la Basilicata con un racconto denominato ‘La cirasa‘.

A giugno 2008 è la volta di una nuova antologia di racconti: GialloScacchi – racconti di sangue e di mistero (Edizioni Ediscere – Verona). Partecipa all’opera con il racconto Soluzione finale‘.

Ha diretto il cortometraggio Scaffale 27, aggiudicandosi il primo premio nel contest Complete Your Fiction 2012. Ha pubblicato i romanzi L’arte di KhemUltimi quaranta secondi della storia del mondo, e con la Newton Compton La mappa della città morta e  I guardiani dell’isola perduta.

XVIII Concorso nazionale di poesia e narrativa “Guido Gozzano” in Terzo (AL) – edizione 2017

Con grande piacere, segnalo la pubblicazione della nuova edizione del Concorso nazionale di poesia e narrativa “Guido Gozzano”.

Le adesioni scadono il 10 luglio 2017.


Ecco il testo integrale del bando:

XVIII CONCORSO NAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA

GUIDO GOZZANO” IN TERZO (AL) – EDIZIONE 2017 –

L’Associazione Culturale “Concorso Guido Gozzano” e la Biblioteca Poetica di Terzo organizzano, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Terzo, la XVIII edizione del Concorso nazionale di poesia e narrativa “Guido Gozzano”.

REGOLAMENTO

Il concorso “Guido Gozzano” si divide in sei sezioni:

Sezione A – libro edito di poesie in italiano o in dialetto (con traduzione) pubblicato a partire dal 2012.

Può essere inviato un solo libro di poesie per Autore, in quattro copie. In un foglio a parte vanno inseriti nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail. Saranno escluse le antologie e le opere inviate tramite e-book o files elettronici.

Sezione Bsilloge inedita in italiano o in dialetto (con traduzione) senza preclusione di genere. Si possono inviare da un minimo di 7 a un massimo di 12 poesie, in tre copie, di cui solo una copia firmata con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail e la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio ingegno.

Sezione Cpoesia inedita in italiano o in dialetto (con traduzione) senza preclusione di genere con un massimo di tre poesie. I concorrenti devono inviare tre copie, di cui solo una copia firmata con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail e la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio ingegno.

Sezione D – racconto inedito in italiano a tema libero (massimo 5 pagine con spaziatura singola e carattere 12 Times New Roman). I partecipanti dovranno inviare l’opera in tre copie, di cui solo una copia firmata con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail e la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio ingegno.

Sezione ESezione dedicata ad Augusto Monti organizzata in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e la Biblioteca Civica di Monastero Bormida, paese natale dello scrittore.

Verrà premiato il saggio, romanzo o la raccolta di racconti editi, in italiano, pubblicati a partire dal 2012, su storie, leggende, fiabe e tradizioni popolari di ambito piemontese. I concorrenti dovranno inviare le opere in tre copie. In un foglio a parte vanno inseriti nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail.

Sezione F – Sezione dedicata ad Augusto Monti organizzata in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e la Biblioteca Civica di Monastero Bormida, paese natale dello scrittore.

Verrà premiato il romanzo o la raccolta di racconti inediti, in italiano, su storie, leggende, fiabe e tradizioni popolari di ambito piemontese. I partecipanti dovranno inviare le opere in tre copie di cui solo una copia firmata con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail e la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio ingegno.

L’Associazione Culturale “Concorso Guido Gozzano” si prefigge l’obiettivo di conservare e catalogare tutte le opere in concorso presso la Biblioteca Poetica “Guido Gozzano” di Terzo affinché restino a disposizione di studiosi e appassionati di poesia e narrativa.

Gli elaborati dovranno essere inviati entro lunedì 10 luglio 2017 (fa fede il timbro postale) a: Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “Guido Gozzano” – Via La Braia, 9 – 15010 Terzo (AL).

Sarà dato atto, via e-mail, della corretta ricezione della domanda di iscrizione.

Solo per le sezioni B-C-D-F è possibile inviare le opere via e-mail a concorsogozzano@gmail.com con due files (formato doc o pdf) uno anonimo e uno con i dati anagrafici e la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio ingegno.

Sono considerate inedite le poesie e i racconti pubblicati su siti web, blog e riviste online.

Possono partecipare i testi premiati o segnalati in altri concorsi letterari mentre non è possibile partecipare con opere già inviate nelle edizioni precedenti ne iscriversi nella medesima sezione in cui si è risultati primi classificati nel 2016.

La premiazione si terrà presso la Sala Benzi di Terzo (Via Brofferio, 15) Sabato 21 ottobre 2017.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Sezioni A, B, C, D, E, F : 15 euro

La quota di partecipazione di 15 euro permette l’iscrizione a tutte le sezioni del concorso versando un’unica quota.

E’ possibile inviare, assieme alla quota di partecipazione, un importo aggiuntivo come contributo liberale per aiutare l’Associazione a conservare e catalogare tutte le opere in concorso presso la Biblioteca Poetica “Guido Gozzano” di Terzo.

Per le case editrici la quota di partecipazione è di 15 euro per ogni pacco inviato.

Per i vincitori del primo premio dell’ultima edizione del Concorso di Poesia “Città di Acqui Terme”e della Biennale di Poesia di Alessandria la partecipazione è gratuita.

Il versamento della quota di partecipazione potrà essere eseguito sul conto corrente postale numero 1020106926 intestato ad Associazione Culturale Concorso Guido Gozzano”, oppure con bonifico bancario a favore dell’Associazione Culturale Concorso Guido Gozzano – coordinate bancarie ABI 07601 – CAB 10400 – c/c 1020106926.

IBAN IT47T0760110400001020106926.

La fotocopia della ricevuta del versamento deve essere allegata al plico o inviata via e-mail tramite scansione.

PREMI

SEZIONE A :

Primo classificato: 600 euro e diploma di merito con motivazione

Secondo classificato: 400 euro e diploma di merito con motivazione

Terzo classificato: 300 euro e diploma di merito con motivazione

SEZIONI B, C, D :

Primo classificato: 500 euro e diploma di merito con motivazione

Secondo classificato: 300 euro e diploma di merito con motivazione

Terzo classificato: 200 euro e diploma di merito con motivazione

SEZIONE E :

Primo classificato: 500 euro e diploma di merito con motivazione.

SEZIONE F:

Primo classificato: 300 euro e diploma di merito con motivazione.

PREMI SPECIALI

Sezione A : Premio speciale alla carriera – farfalla in filigrana e diploma con motivazione

Sezione A : Premio speciale per la migliore opera prima – farfalla in filigrana e diploma di merito con motivazione.

La Giuria ha la facoltà di attribuire altri Premi Speciali o Segnalazioni.

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La Giuria è composta da: Carlo Prosperi (Presidente della Giuria), Giangiacomo Amoretti, Angelo Arata, Donato Bosca, Gianni Caccia, Cristina Daglio, Fabrizio Dutto, Mauro Ferrari, Raffaele Floris, Gianfranco Isetta, Beppe Mariano, Alessandra Paganardi, Luisa Pianzola, Giancarlo Pontiggia, Piero Rainero.

La valutazione dei testi inediti è in formato anonimo.

Il giudizio della Giuria si intende come insindacabile ed inappellabile.

Per ogni sezione verrà individuata una rosa di finalisti che sarà pubblicata sul blog.

Si consiglia di non attendere gli ultimi giorni per l’invio delle opere in concorso.

I risultati della XVIII edizione saranno resi noti a partire dal 03/10/ 2017 con la pubblicazione sul blog http://concorsoguidogozzano.wordpress.com ; i concorrenti potranno inoltre informarsi, sempre da tale data, telefonando alla segreteria del Concorso (347 4996094 o 0144 594221).

La Segreteria avviserà per telefono o via e-mail solamente i finalisti, i vincitori e gli autori delle opere segnalate.

I vincitori dovranno essere presenti alla cerimonia di premiazione; in caso di indisponibilità potranno delegare altri a partecipare, in loro vece, alla premiazione.

Ai primi tre classificati delle sezioni A-B-C-D, che risiedono oltre 100 km di distanza da Terzo, sarà offerto il pernottamento presso una struttura ricettiva di Acqui Terme.

Ogni autore con la sua partecipazione e firma accetta il contenuto del presente bando e concede il trattamento dei dati secondo le disposizioni della legge sulla Privacy 675/96 e dell’informativa di cui all’articolo 13 del D.Lgs. N 196/2003 sulla tutela dei dati personali. Il trattamento dei dati è effettuato esclusivamente ai fini inerenti il concorso e per comunicati a carattere culturale. I dati dei partecipanti non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.

Antonio Prete presenta “Il cielo nascosto – Grammatica dell’interiorità” (Bollati Boringhieri, 2016)

 

Antonio Fontanesi, Solitudine

 

Il saggista, docente e narratore Antonio Prete presenterà giovedì 27 aprile 2017 (ore 17) nella Sala storica della Biblioteca comunale degli Intronati di Siena, il suo ultimo libro: “Il cielo nascosto. Grammatica dell’interiorità” (Bollati Boringhieri, 2016).

L’incontro con l’autore sarà introdotto dal presidente della Biblioteca degli Intronati, Roberto Barzanti.

“Dentro di noi custodiamo un cielo nascosto, uno spazio-tempo altrettanto abissale dell’universo che ci sovrasta. Come è accaduto alla volta stellata, gli interni d’anima hanno attratto cosmografi fin dall’antichità: filosofi, scrittori, teologi e poeti hanno scrutato, contemplato, decifrato, versato in parole “fantasticanti e conoscitive” ogni transito di pensieri, ogni orbita di passioni, ogni ellissi del desiderio. Si è via via affinata una lingua per dire la mobilità dell’io e il teatro degli affetti, e si è scoperto nelle profondità della mente il punto di maggiore consonanza con il ritmo vivente del mondo. Questa pienezza di raffigurazione e il suo stesso oggetto – la vita interiore, concentrata nelle proprie fantasmagorie, ma anche persa in lontananze e silenzi siderali – rischiano oggi di smarrirsi, vittime dello spossessa mento di sé indotto dalla seduzione della vicinanza virtuale e dal frastuono della comunicazione. In controtendenza rispetto ai tempi, Antonio Prete compie qui un prezioso gesto di restituzione. Mette la sua maestria di comparatista al servizio di una materia sconfinata, prelevandovi con levità figure tematiche e passaggi salienti, da Agostino a Joyce, da Montaigne a Proust a Calvino, e cedendo spesso il passo agli amatissimi Leopardi e Baudelaire. Sono tutti loro, insieme con gli artisti che nell’autoritratto hanno sfidato l’irrappresentabile, a costruire idealmente una “grammatica dell’interiorità”.

Antonio Prete: poeta, traduttore e critico letterario pugliese, è nato nel 1939 a Copertino, in provincia di Lecce. Negli anni Cinquanta intraprende gli studi universitari a Milano, laureandosi in Lettere all’Università Cattolica e specializzandosi in Filologia italiana alla Statale. Ha insegnato Letterature comparate all’Università di Siena e ha tenuto corsi e conferenze in prestigiosi atenei stranieri, da Canterbury e Montpellier alle università di Yale e Salamanca. È considerato uno dei massimi esperti internazionali dell’opera di Charles Baudelaire, Edmond Jabès e Giacomo Leopardi. A Leopardi, in particolare, ha dedicato due monografie (“Il pensiero poetante” e “Finitudine e Infinito”), trattando diffusamente l’eredità letteraria del poeta recanatense anche in “Meditazioni sul poetico”. Nel saggio “Compassione” ha ripercorso in chiave comparatistica un sentimento fondamentale nella storia della letteratura occidentale, spaziando dal Medioevo dantesco alla Parigi dei passages baudelairiani.

La fuggitiva di Giulio Gianelli

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Oh come ride nel soave aspetto

sua grazia giovanil! i luminosi

tra la seta dei cigli, occhi pensosi,

spirano amore, castità, diletto:

 

Pari, le labbra, a due gemelli fiori

innamorati, odorano freschezza;

passa la nostalgia d’una carezza

delle mani sui tepidi candori.

 

Tra le più belle vergini somiglia

stella, che al di là, timida arriva,

ignara di dar ansia o meraviglia

a un’anima gentil contemplativa.

 

Ah! gridarglielo alfine: “ferma il passo!”

sappi, oramai tu sei nel mio destino”;

non glie lo grido, mesto, il capo abbasso

quant’ella più mi palpita vicino.

 

Passa: mi vede e non si volge mai!

Vuol restare, così, la fuggitiva.

O amore, che respingi e non lo sai,

un’anima, per te, sol per te, viva!

 

Giulio Gianelli (Torino, 7 ottobre 1879Roma, 27 giugno 1914) – E’ un poeta e scrittore crepuscolare purtroppo dimenticato. Del crepuscolarismo interpreta l’aspetto più dolente e disarmato; la sua poetica è caratterizzata da un intenso spirito religioso,  dalla carità verso il prossimo e dall’amore verso la natura. Tra le principali opere: Tutti gli angioli piangeranno (1903), Mentre l’esilio dura (1904), Intimi Vangeli (1908) e Storia di Pipino nato vecchio e morto bambino (1911).

Le tre giornate del Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia

 

Il primo grande Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia  Parole in cammino è stato presentato in questi giorni alla stampa italiana e a quella senese. Si tratta come ha detto l’Assessore comunale alla Cultura, Francesca Vannozzi in conferenza stampa “di un evento di grandissimo spessore, ospitato a Siena dal 7 al 9 aprile. Ideato e diretto dal linguista Massimo Arcangeli e co-organizzato da Massimo Vedovelli  docente dell’Università per Stranieri di Siena, vedrà a Siena, negli spazi più belli del Comune, presenze illustri e conosciutissime affrontare il tema della lingua italiana sotto vari aspetti e contaminazioni”.

Ciascuna delle tre giornate  è dedicata a un tema:

  • venerdì 7 aprile, giorno di apertura, si parlerà di Informazione e Comunicazione:  gli argomenti trattati saranno televisione, carta stampata, falsa informazione, Internet, l’italiano della politica, ma ci si chiederà anche se il latino è una lingua morta o meno.
  • sabato 8 aprile, sarà la giornata dedicata alla Creatività, dal titolo “La lingua in gioco, la lingua per gioco” e quindi si tratterà di letteratura ed enigmistica, canzone e poesia, scrittura creativa. Saranno  premiati il giornalista Enrico Mentana per webete e lo scolaro Matteo T., insieme alla sua maestra Margherita Aurora, per aver coniato l’ormai noto aggettivo petaloso.
  • domenica 9 aprile ci si occuperà del raccordo tra Poesia e Musica ma anche di Immagini. Il titolo della giornata è appunto Parole, note, immagini.

 

 

 

 

 

 

 

 

A tu per tu con l’autore Pasquale Capraro

Di fiato, d’amore e vento (Edizioni Cinquemarzo, 2016) è la penultima opera di Pasquale Capraro, scrittore pugliese, nato a Gallipoli nel 1959. Alla fine della lettura di questo libro piacevole e intrigante,  a metà tra il thriller e il sentimentale, ho deciso di fare alcune domande all’autore per conoscerlo meglio.

Intanto, leggiamo dalla quarta di copertina:

Ferruccio, blogger e socio di una piccola emittente televisiva, vuole sapere cosa si nasconde dietro la morte misteriosa del grande scrittore da lui intervistato e scoprire il contenuto del suo ultimo lavoro incompiuto. Grazie alla collaborazione di un’amica giornalista, scopre l’esistenza di una società segreta risalente ad un’antica setta egizia. Inconsapevolmente, la donna sarà il filo conduttore della vicenda e la chiave di accesso  per svelare un antico mistero risalente al rito funebre di un faraone della diciottesima dinastia. Ma il destino, si sa, è imprevedibile come l’amore…

– Pasquale Capraro, leggo che Lei è scrittore ma anche pittore e cantante. Ci parli di questo suo essere artista a 360°.

Per farlo, ci vorrebbe un altro libro e non basterebbero due righe per descrivere il mio percorso artistico. Potrei comunque racchiudere il tutto in una sola parola: scoperta. Le mie qualità sono venute fuori grazie ai miei studi accademici, alla partecipazione a gruppi teatrali e musicali. Per la scrittura, invece, è stata la nascita di mia figlia che mi ha spinto a esprimere le mie emozioni su carta.

– La decisione del titolo del libro Di fiato, d’amore e vento è stata semplice o l’ha dovuto scegliere tra varie alternative?

Semplicissima. Mi son detto: qui, c’è tanto fiato, tanto amore e tanto vento. Il vento è una metafora dell’esserci e non esserci. Mi riferisco al protagonista del romanzo, che come il vento, va e viene.

– Nelle note dell’autore, leggiamo che Ferruccio Gianola, il blogger protagonista del romanzo e un altro personaggio, Salvatore Negro sono reali. In che modo lo hanno ispirato?

Tutto è nato da una richiesta di recensione e io, conoscendo il blogger ho affidato a lui l’incarico di promuovere attraverso un’intervista, il cortometraggio del mio amico Salvatore. Da qui, è partita l’idea di sviluppare il racconto.

– E’ il caso o il destino a governare le nostre vite? L’eterno quesito è il tema dominante del romanzo. Ce ne parli.

Il caso non esiste, a mio avviso. Gli incontri, apparentemente casuali, si rivelano poi importanti perché nascondono delle verità che devono venire a galla, grazie a queste opportunità fenomeniche. Esistono incontri karmici di esperienze non compiute che si possono presentare in altre forme nella nostra vita. Sono entità che si ritrovano per completare un percorso, per chiudere un cerchio.

– Da dove nasce l’interesse per gli antichi Egizi?

Dai miei studi sull’arte. Sono sempre stato affascinato dalle architetture faraoniche, dalla loro scrittura simbolica e dalla risonanza cosmica espressa nelle loro opere.

– A chi consiglierebbe di leggere questo romanzo?

A tutti. L’uomo si può rivedere nel protagonista, fra debolezze e fragilità. Non solo: nel romanzo sono delineati gli aspetti comportamentali di un rapporto  sentimentale: le perplessità, le insicurezze, i dubbi. La donna, invece, può rispecchiarsi nei  sentimenti, nelle sensazioni, in quel mondo emotivo che la caratterizza.

– Se dovesse partire per un’isola deserta, quale libro porterebbe con sé?

Non partirei. L’isola deserta non fa per me. Ma se sull’isola ci sono degli alberghi, ci andrei volentieri. La vacanza la gradisco con tutti gli agi possibili. Quale libro? Difficile scelta, forse un saggio sulle culture antiche.

– La scrittura è un improvviso colpo di fulmine o un amore ponderato a lungo?

La scrittura è stata una scoperta. Parto da una citazione di F. De La Rochefoucauld: “La maggior parte degli uomini ha, come le piante, delle proprietà nascoste che si scoprono per caso.” Scrivere non era affatto nei miei pensieri, nelle mie ambizioni. La vita è davvero una bella sorpresa.

Con queste domande, spero proprio di aver invogliato le persone che seguono il blog a scegliere questo libro Di fiato, d’amore e vento come lettura magari per le prossime vacanze, perché gli ingredienti per tenere incollato alle pagine il lettore ci sono tutti: mistero, sentimento e storia; il tutto ambientato nel mondo della cultura e della comunicazione di oggi.

Pasquale Capraro – Nel 1995 esordisce con il romanzo Rose del Sud (Edizioni del Grifo, vincitore del Premio Internazionale Artistico-Letterario Cav. Benedetto Romano – Lecce nel 1996). Con Edizioni Cinquemarzo pubblica nel 2011 il romanzo sentimentale Il bacio della Sirena e due racconti brevi Luna Piena e Un saggio consiglio; nel 2012 il thriller/fantasy Il tessitore di stelle.  
Nel 2015  pubblica Garden Village un divertente romanzo adatto anche al teatro. Nel 2016, sempre con Cinquemarzo pubblica il romanzo “Di fiato, d’amore e vento”. Maison rouge (Astro Edizioni, 2017) è l’ultima sua coinvolgente fatica.

Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia – Parole in cammino

Al Vittoriano in mostra la storia della Treccani 1925-2015

In foto, ‘Vocabolario degli Accademici della Crusca’, Roma

Mancano pochi giorni alla prima edizione del Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia, dal titolo Parole in cammino, che si svolgerà nella città del Palio dal 7 al 9 aprile, promosso dall’Università per Stranieri di Siena  per celebrare il Centenario della fondazione della Scuola di lingua italiana per Stranieri (1917-2017).

In questa tre giorni, che vedrà come location palazzi e luoghi prestigiosi di Siena, si parlerà in modo piacevole e divertente della nostra meravigliosa lingua tra passato, presente e futuro, ma anche delle tante altre “lingue” presenti sul territorio come i gerghi tecnologici, i linguaggi giovanili e i dialetti. Senza dimenticare la traduzione letteraria, le “parole in viaggio” e la comunicazione non verbale.

In programma, incontri con un centinaio di ospiti tra accademici, intellettuali, poeti, scrittori, artisti, giornalisti. Tra gli altri: Sara Bentivegna, Maurizio Bettini, Massimo Cacciari, Ugo Cardinale, Tommaso Cerno, Daniele Chieffi, Michele Cortelazzo, Raffaella De Santis, Ivano Dionigi, Luciano Fontana, Vera Gheno, Francesco Giorgino, Amir Issaa, Leonardo Luccone, Michele Mirabella, Anthony Mollica, Francesco Morace, Mario Morcellini, Stefano Moriggi.  Ci saranno anche Lercio e Spinoza, e sarà premiato Enrico Mentana per webete, insieme a Matteo T. e alla sua maestra Margherita Aurora, per petaloso, e ad alcuni degli studenti vincitori delle Olimpiadi dell’italiano (in un’iniziativa svolta in collaborazione con il MIUR).

Nell’ambito del festival sono in programma alcuni laboratori indirizzati a coinvolgere le scuole senesi, ma anche tutte le altre scuole toscane disposte a sposarli: il primo per la composizione di un testo italiano originale da cantare, il secondo per la realizzazione di un progetto sulle parole che sono in grado di cambiare il mondo. La terza iniziativa, realizzata in collaborazione con TwLetteratura (https://www.twletteratura.org), è invece un contest per tradurre/inventare parole da lanciare via Twitter (account: @ParoleInCammino; hashtag #Twittabolario).

Per tutti e tre i giorni sarà allestita una Fiera del Libro d’italiano nelle Gallerie di Palazzo Patrizi (ore 10-18) con incontri organizzati nel pomeriggio dagli editori.

A copromuovere il Festival il Comune di Siena e la Regione Toscana, con la partecipazione dell’Università degli Studi di Siena. Il festival è realizzato dall’associazione “La Parola che non muore” e ideato e diretto dal Prof. Massimo Arcangeli.

Il blog #ladonnacheleggevatroppo vi terrà informati su tutti gli eventi e le iniziative del festival.

www.ilfestivaldellalinguaitaliana.it